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La storia

Michela in cucina con il suo pane fatto in casa

Paneelatte è un'idea che vive con me da diversi anni. All'inizio immaginavo fosse uno spazio dove condividere ricette semplici, quelle che profumano di casa e fanno stare bene. Poi la vita ha preso altre strade, ma quel nome è rimasto con me.

Perché, ogni volta che lo pronunciavo, mi ricordava la stessa cosa: la semplicità.

Negli anni sono cresciuta anch'io.

Per molto tempo ho pensato che per piacermi dovessi assomigliare a qualcun altro. Cercavo lo stile giusto, il modo giusto di vestirmi, il modo giusto di essere.

Poi, quasi senza accorgermene, ho iniziato a guardare meno gli altri e un po' di più me stessa.

Ho capito che il mio stile non aveva bisogno di essere perfetto. E nemmeno di seguire le tendenze.

Aveva bisogno di assomigliarmi.

E ho capito anche un'altra cosa: prendersi cura di sé non significa rincorrere un ideale di bellezza. Significa scegliere ciò che ci fa stare bene.

Mi piace prendermi cura di me nelle piccole cose. Credo che prepararsi con calma, scegliere un capo che ci fa sentire a nostro agio, bere un caffè senza fretta o dedicarsi qualche minuto siano gesti semplici, ma capaci di cambiare una giornata.

Mi sono accorta che le cose che mi facevano stare bene erano sempre le stesse: una colazione lenta, una tazza di caffè, il profumo del pane, un maglione comodo, la luce del mattino, le piccole idee che nascono osservando il mondo con calma.

Così Paneelatte è tornato.

Questa volta non come un progetto di ricette, ma come un piccolo mondo fatto di oggetti che raccontano proprio questo modo di vivere.

Credo che la bellezza non sia qualcosa da inseguire.

Credo che sia già nelle nostre giornate.

Noi proviamo semplicemente a creare piccoli promemoria per non lasciarcela sfuggire.

— Michela Sharon